<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487</id><updated>2012-02-16T18:20:28.565-08:00</updated><category term='Cinema e verità'/><category term='filosofia'/><category term='paesaggio'/><category term='natura'/><category term='arti figurative'/><category term='Pittura'/><category term='epoca'/><title type='text'>Alessandro Pugno Blog</title><subtitle type='html'>Cinema, filosofia, cultura dell'uomo e della terra</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>15</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-4119360149589125590</id><published>2011-06-03T01:32:00.000-07:00</published><updated>2011-06-03T01:35:13.946-07:00</updated><title type='text'>nuovo trailer di TRA CIELO E TERRA</title><content type='html'>&lt;a href="http://vimeo.com/22955929"&gt;http://vimeo.com/22955929&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SINOSSI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Sans;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;line-height:15px;"&gt;Mario Surbone  progetta una nuova opera che racchiude in sé il mutare stagionale delle geometrie e dei colori del paesaggio collinare durante l’arco di tempo di un anno. Il farsi opera di un’osservazione iniziale sulla realtà circostante, ci permetterà di addentrarsi nel processo artistico di interiorizzazione e trasfigurazione dei cambiamenti cadenzali della natura, e per astrazione del divenire dello spazio nel tempo. Cercheremo  di cogliere le manifestazioni visive di questo processo  attraverso il  racconto cinematgrafico, le immagini pittoriche, la musica e le  riflessioni del pittore cinese Shitao.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-4119360149589125590?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/4119360149589125590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/06/nuovo-trailer-di-tra-cielo-e-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4119360149589125590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4119360149589125590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/06/nuovo-trailer-di-tra-cielo-e-terra.html' title='nuovo trailer di TRA CIELO E TERRA'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-2582427252575176294</id><published>2011-04-06T02:37:00.001-07:00</published><updated>2011-04-06T02:37:58.678-07:00</updated><title type='text'>ANTIEUROPA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho sempre pensato che l’Europa fosse un’idea bellissima, ed in alcuni casi ho sperimentato anche una bella realtà, ma oggi più che mai penso che l’Europa così com’è, sia un nemico da combattere.&lt;br /&gt;L’unione europea è una confederazione commerciale dominata da banche, economisti, speculatori, e parametri economici e burocratici oggi assunti come dati di fatto e formule magiche.&lt;br /&gt;L’altra Europa, quella reale è un’Europa in cui, il mio titolo di laurea non vale negli altri paesi, in cui la babele linguistica è ancora inestricabile, in cui il nucleare è ancora una questione nazionale e locale, dove la Francia fa guerra all’Italia per avere il petrolio libico e non a Gheddafi in quanto dittatore, dove mentre scrivo sono dispersi duecento persone in mare e gli Stati membri non fanno niente per distribuire intelligentemente i flussi migratori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-2582427252575176294?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/2582427252575176294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/04/antieuropa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2582427252575176294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2582427252575176294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/04/antieuropa.html' title='ANTIEUROPA'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-4806921906354054892</id><published>2011-02-24T14:49:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T15:04:30.745-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='epoca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Sui pannelli solari e le barche a vela</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-EoqSsWv4aHU/TWbiFAh3I4I/AAAAAAAAAB4/bFJIuqhy638/s1600/pannelli_fotovoltaici_sicilia_fabbrica_moduli_fotovoltaici_catania_2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-EoqSsWv4aHU/TWbiFAh3I4I/AAAAAAAAAB4/bFJIuqhy638/s400/pannelli_fotovoltaici_sicilia_fabbrica_moduli_fotovoltaici_catania_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577393764214186882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora va di moda la parola  “sostenibile”, francamente credo che tutte le parole che diventano  cliché essendo usate troppo di frequente, puzzano di imbroglio.&lt;br /&gt;La  parola "sostenibile" si coniuga spesso con un’altra di utilizzo  quotidiano: "sviluppo". Il che credo sia un controsenso. "Sviluppo"  viene pensato come crescita infinita, sostenibile invece evoca un  qualcosa "che sostiene", questo qualcosa è vincolato quindi ha dei  limiti, oltrepassati i quali, non sostiene più. Dietro questo binomio di  parole si cela quindi un ossimoro evidente.&lt;br /&gt;Un’immagine emblematica  di questo credo sia “il pannello solare”. Sopra potete vederne un esempio tratto da  una pagina di una rivista web che dice  di occuparsi di “esplorare il futuro”, la  Genitron Sviluppo (www.genitronsviluppo.com). Sarà pure un’energia pulita e rinnovabile, ma provate ad immaginarvi le vostre campagne disseminate di questi pannelli: un paesaggio orribile, inumano, degno di un film di fantascienza. Provate ad immaginarvi una bambina che va a scuola con una bicicletta rossa per una sentiero che ci passa in mezzo. Sarebbe una bella scena per un film ispirato ad un libro di Paul Auster, “Il paese delle ultime cose”.&lt;br /&gt;Dietro quest’immagine incombe l’idea della tecnica come installazione, e pur essendo pulita e rinnovabile l’energia prodotta, si insinua lo stesso schema di pensare il pianeta come qualcosa da cui estrarre forze misurabili e sfruttabili. Un’idea consumistica, usuraia, ed in ultima istanza perversa. E qui l’idea di pulito non richiama niente di fresco o profumato, ma qualcosa di asettico e senza vita, qualcosa appunto di inadatto a tutto ciò che è umano.&lt;br /&gt;Quando diciamo la tecnologia è strumento, ci sbagliamo di grosso pensando bonariamente che tutto sta in come il singolo la utilizza, ovvero se ne fa un uso virtuoso o viziato. Il punto è che la tecnica non solo è strumento, ma ambiente, un ambiente che come tutti gli ambienti influenza l’uomo e lo influenza in questo caso spaesandolo, ovvero facendogli perdere tutto ciò che c’è di umano. Umano nel senso di proprio dell’uomo. E spaesare nel senso di non farlo sentire a casa. L’uomo non abita più l’uomo.&lt;br /&gt;Amo andare in barca a vela, mi piacciono la sensazione che mi dà la navigazione vissuta come un rapportarsi a una forza sacra, il mare. Le vele adoperano la forza del vento, accompagnandolo, non sfruttandolo per imprigionare energia come fa un impianto eolico, e sono obbligate a dipendere da lui, se smette e si è in bonaccia, ci si ferma, se è troppo forte, la navigazione diventa pericolosa. Il rapportarsi a queste forze naturali insegna il senso del limite e della misura ed è un’esperienza importante e significativa l’avere a che fare con dei limiti. Il saper andar per mare è un sapere che sa di saggezza, niente a che fare col mondo delle regate e della competizione, è qualcosa di ancestrale.&lt;br /&gt;Esistono barche dove tutti i secolari controlli delle vele e della barca si sono elettronizzati, e il veleggiare è come stare alla consolle di un videogioco. Si perde il senso di un’esperienza fondamentale.&lt;br /&gt;E’ strano vivere in quest’epoca, viviamo come a metà tra forze che si oppongono, da una parte tutto sembra andare verso un mondo asettico, meccanico, elettronico e disumano, ovvero verso il deserto, dall’altra parte ci sono delle forze e degli eventi che si oppongono a quello che sembra un destino inevitabile. A tratti queste ultime forze sembrano avere la meglio, ed allora si ha l’impressione di poter tornare ad un rapporto originario con le cose, in cui il sacro degli elementi è ancora presente, in cui gli dei stanno per ritornare a parlare attraverso la natura all’uomo. E tutto ciò ha il sapore della riscoperta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-4806921906354054892?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/4806921906354054892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/02/sui-pannelli-solari-e-le-barche-vela.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4806921906354054892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4806921906354054892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2011/02/sui-pannelli-solari-e-le-barche-vela.html' title='Sui pannelli solari e le barche a vela'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EoqSsWv4aHU/TWbiFAh3I4I/AAAAAAAAAB4/bFJIuqhy638/s72-c/pannelli_fotovoltaici_sicilia_fabbrica_moduli_fotovoltaici_catania_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-6255968858829696516</id><published>2010-11-20T16:18:00.000-08:00</published><updated>2010-11-20T16:50:36.254-08:00</updated><title type='text'>Séraphine de Senlis</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TOhrl64p8eI/AAAAAAAAABg/pYrjmBAm47I/s1600/seraphine.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 292px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TOhrl64p8eI/AAAAAAAAABg/pYrjmBAm47I/s400/seraphine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541797640685613538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film degno di andare a vedere nelle sale, perchè a casa, in uno schermo piccolo si perderebbe. E' la storia di una importante pittrice francese attiva tra il 1910 ed il 1930, una donna inquieta che parlava con Dio e con gli alberi.&lt;br /&gt;Il film rende bene questa sua forma di misticismo, con scene  evocative e a tratti visionarie. Per esempio alla fine del film quando attratta dalla luce che filtra dalla porta-finestra, della stanza del manicomio dove è ricoverata, gira piano la maniglia, esce portandosi una sedia appresso, e si siede sotto la chioma di un grande albero solitario in mezzo alla prateria. Poi alza lo sguardo fissando il cielo.&lt;br /&gt;L'interpretazione di Yolande Moreau (Séraphine) è a dir poco straordinaria, ma c'è qualcosa che va al di là dell'attrice, qualcosa di meraviglioso e sorprendente, l'essenza stessa del cinema. Quando Séraphine abbraccia l'albero strofinando il volto contro, si ha l'impressione che l'effetto "spirituale" della sequenza non sia la semplice risultante del lavoro dell'attore e delle indicazioni del regista, ma ci sia qualcosa di non cercato, proprio perchè non si può cercare, qualcosa di magico che forse è il mezzo cinematografico a dare in sè, come una qualcosa di meraviglioso che accade senza apparenti ragioni fattuali.&lt;br /&gt;Purtroppo nel corso del film ci sono troppe scene brevi semplicemente giustapposte l'una accanto all'altra senza misurare bene le durate. Si sente l'esigenza di detenere lo sguardo su un paesaggio o su un primo piano, ma il regista non ce lo lascia mai fare. Mancano anche cambi di ritmo e scene più estese e temporeggiate in grado di far respirare ciò che si è visto e cogliere con profondità i tempi, gli spazi e gli accadimenti interiori di Séraphine. Un vero peccato.&lt;br /&gt;Interessante infine vedere il contrasto apparente tra i quadri dai colori forti e taglienti di Sèraphine e la campagna circostante monocroma e apparentemente rilassante dai toni verdi. Dietro questa apparente piacevolezza, spira da dietro gli alberi e l'erba, qualcosa di effettivamente inquietante e dionisiaco e per nulla pittoresco, probabilmente all'origine delle opere di Seraphine. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-6255968858829696516?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/6255968858829696516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/seraphine-de-senlis.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/6255968858829696516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/6255968858829696516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/seraphine-de-senlis.html' title='Séraphine de Senlis'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TOhrl64p8eI/AAAAAAAAABg/pYrjmBAm47I/s72-c/seraphine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-2758558370140701545</id><published>2010-11-19T11:52:00.000-08:00</published><updated>2010-11-19T11:56:00.175-08:00</updated><title type='text'>Un mio articolo sulla montagna pubblicato su Arianna Editrice</title><content type='html'>Per consultare l'articolo sul sito di Arianna:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=35837&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esposizione che segue è frutto di un’osservazione diretta dei luoghi e della gente di Realdo avvenuta nel corso dell’estate 2007 durante le riprese del film “La culla delle aquile”, prodotto da Papaverofilms, di cui ho curato la regia. (Maggiori informazioni per chi volesse, sono disponibili all’indirizzo www.papaverofilms.com)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragioni di uno spopolamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realdo è una piccola frazione di Triora, in provincia di Imperia, dell’alta valle Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la relativa vicinanza al comune capoluogo, le differenze antropologiche tra Triora e Realdo sono sensibili. L’origine di queste differenze è da ricercare nelle diverse radici storiche dei due paesi. Realdo è da sempre appartenuto ai Savoia (poi Piemonte), Triora alla Repubblica di Genova prima e alla Liguria poi. Infatti fino al 1945 Realdo era frazione di Briga Marittima e contava più di cinquecento abitanti. Negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale venne invasa dall’esercito francese nel tentativo di annettersi alcuni territori italiani di confine. Ma ci fu bisogno di aspettare la Conferenza di Pace di Parigi perché venisse ratificato il passaggio. Il danno più grosso non fu il cambiamento di Stato quanto lo smembramento al quale assistette il territorio del comune di Briga che si estendeva sulle tre valli che scendono il monte Saccarello: Briga passò alla Francia, le frazioni di Viozene, Upega e Carnino rimasero in Piemonte, mentre Realdo passò alla vicina Triora (Liguria). Tutto ciò venne effettuato a tavolino senza alcuna criterio di fondo. Fu l’inizio dello spopolamento, un grande colpo per l’economia locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realdo paese di pastori perdeva i suoi pascoli d’alpeggio che si trovavano oramai oltre il confine ed il ciclo stagionale di transumanza che in Realdo aveva la tappa autunnale era bruscamente interrotto. Presto molti pastori scesero la valle andando a vivere sulla costa sanremese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’insieme di politiche nazionali e locali sbagliate, che non si accorgevano del patrimonio montano e dell’importanza idrogeologica che queste zone hanno per le pianure, hanno accelerato il processo: nel 2007 oramai c’erano più solo due abitanti fissi tutto l’anno: Guido e Giuliana, una coppia di pensionati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido e Giuliana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vite solitarie di chi vive in alta quota lontano quarantatré chilometri dal primo supermercato, hanno già di per sé qualcosa di intrinsecamente eroico. Guido faceva da operaio comunale aggiustando fontane, staccionate, stradine e tutto ciò che richiedesse manutenzione. Spalava anche la neve dato che il Comune di Triora non provvedeva mai a queste necessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è fatica, spirito di sacrificio, ma soprattutto volontà. Nella vita di Guido non scorreva solo la linfa di una tradizione atavica e la determinazione inconscia a preservarla e tramandarla: c’era qualcosa che sapeva di ribellione e speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di una persona, familiari compresi, hanno più volte tentato di convincere la reticente coppia a spostarsi “laggiù”, ovvero sulla costa, luogo che nel loro parlare, aveva assunto anche un significato simbolico: quello di “terra delle comodità”. Ma l’eden della comodità Guido e Giuliana l’han sempre rifiutato snobbandolo. Nella loro cultura semplice ma per niente elementare, come si potrebbe pensare, la parola comodità non significava nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La TV (regalo delle figlie) era un vero e proprio soprammobile in casa loro, c’era un centrino di pizzo sopra che ricadeva sul lato dello schermo tanto da occultarlo, e sopra un vaso di fiori. La lavatrice, altro recente regalo delle figlie, Giuliana la usava solo per le lenzuola, per gli altri capi c’era il lavatoio, e non tanto perché c’era abituata, o per inutili manie anti-confort, ma perché si lavava meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A loro insaputa Guido e Giuliana erano dei profondi ecologisti, ma non nel banale senso moderno, quanto perché avevano una consapevolezza più acuta delle azioni e dei loro effetti, e un rapporto diretto, rispettoso ed equilibrato con l’ambiente circostante. Guido infatti mi diceva sempre che lottava silenziosamente attraverso il proprio lavoro, non solo contro le istituzioni assenti, ma anche contro il bosco, contro una natura che non è “buona” come dicono, che dopo aver divorato nel tempo i campi di grano stava raggiungendo le case. Guido operava in una dimensione di “cura” costante e attraverso questa filosofia pratica, conservava intatto il paesino affinché non sembrasse vuoto. Nei suoi parchi movimenti si sprigionava la forza dell’uomo primordiale: Guido nel falciare l’erba era “il senso del tempo”, un tempo che non c’è nella nostra società, ma che è ugualmente in grado di affascinare la nostra generazione che quel mondo non l’ha conosciuto, forse perché l’essenza ancestrale dell’uomo si tramanda geneticamente e scorre inconsapevolmente nelle nostre vene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi son sempre chiesto che senso avesse curare un paesino destinato presto, a causa dell’età dei suoi due abitanti, ad essere abbandonato a se stesso. E’ allora che mi è venuto alla mente un passaggio delle “Memorie di Adriano” . L’imperatore Adriano era perfettamente cosciente che la civiltà romana non sarebbe durata a lungo ma era giusto e doveroso che si sforzasse perché Roma vivesse il suo ultimo e più abbagliante splendore prima di morire e disgregarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido forse non se ne accorgeva, ma nel suo fare, non operava solo la forza del passato, ma anche la visione del futuro: Guido lavorava per custodire una culla per il futuro dell’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In morte di Guido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realdo vive una certa forma di ripopolamento temporaneo quando i discendenti degli antichi abitanti del paese vengono a passar l’estate. Sono il cosiddetto popolo villeggiante delle seconde case. Un po’ come noi abitanti delle pianure che da piccoli passavamo l’estate al mare sempre nella stessa spiaggia, così i liguri, stufi del mare la passano in montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando arrivano sembrano l’armata Brancaleone alle crociate: un’invasione roboante di macchine, elettrodomestici e provviste. Guido e Giuliana, si chiudono in casa e mettono il cane al guinzaglio per l’unica volta in un anno. I turisti dell’estate sono uomini snaturati nel pensiero e nell’azione rispetto ai loro avi e non lasciano il segno al loro passare: quando se ne vanno lo fanno altrettanto velocemente di quando sono arrivati. Loro si credono un popolo eletto dicendo di discendere da un popolo alpino di tradizioni e sangue occitano, credono di parlare non un semplice dialetto, ma una vera e propria lingua detta “brigasca”, hanno creato una rivista ed un’associazione per difendere le loro peculiarità antropologiche. Ciò di cui difettano, in quanto moderni, è proprio la visione del futuro. Al contrario di Guido che viveva nel solco di una tradizione rinnovata in ogni suo gesto e protesa al futuro, loro si aggrappano al passato, alla memoria, alla cultura del museo e della reliquia, e sanciscono definitivamente la morte di Realdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido è morto a giugno di quest’anno, un giovane villeggiante qualche mese dopo mi ha detto: “E’ un vero peccato sia morto, adesso che manca il custode, verranno gli extracomunitari a prenderci le case”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prospettive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realdo è un esempio come tanti della situazione attuale delle nostre montagne, e credo che anche da altre parti ci siano ribelli come Guido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna però essere consci del fatto che “quel” mondo sta morendo e quando non ci saranno più gli anziani sarà definitivamente scomparso. E’ importante che noi giovani viviamo con il ricordo vivo e presente di quel mondo (per chi come me ha avuto la fortuna di conoscerlo anche per poco tempo), ma non dobbiamo illuderci di poterlo riesumare: quel mondo se ne andrà con loro ed il tempo non tornerà indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi potremo riabitare quei posti, riabitare la Terra in senso genuino, ma lo potremo fare solo in maniera diversa da come era per i nostri avi, e questo perché l’umanità ha reciso i legami della tradizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per uscire dal nichilismo presente dobbiamo fare lo sforzo di riscoprire quell’atavico senso della terra che scorre dentro di noi, dobbiamo farlo affiorare in superficie e iniziare a viverlo. Dobbiamo riscoprire nel mondo tecnolocizzato e virtuale che stiamo vivendo cos’è veramente reale. Solo da una ridefinizione in chiave post-nichilista della realtà, una ridefinizione che usi inevitabilmente il linguaggio del nostro tempo, potremo ancora scorgere la meraviglia che abita il mondo e ritornare protagonisti di un destino umano che ci sembra ad un vicolo cieco. Le montagne allora saranno davvero isole di speranza, rifugi per ribelli e culle per il futuro dell’umanità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-2758558370140701545?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/2758558370140701545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/un-mio-articolo-sulla-montagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2758558370140701545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2758558370140701545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/un-mio-articolo-sulla-montagna.html' title='Un mio articolo sulla montagna pubblicato su Arianna Editrice'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-3951400260859409531</id><published>2010-11-09T14:35:00.000-08:00</published><updated>2010-11-09T15:23:27.523-08:00</updated><title type='text'>Lo specchio della maggioranza</title><content type='html'>Pur non avendo televisione, ieri sera ho dato un'occhiata alla "tanto attesa" e "osteggiata" trasmissione di Fazio e Saviano.&lt;br /&gt;L'ho trovata patetica, annacquata, e priva di una visione di fondo.&lt;br /&gt;Saviano è retorico e un filino noioso, con tutto il rispetto verso la sua persona, ma forse come conduttore non è tanto tagliato, sembrava un soprammobile.&lt;br /&gt;Fazio, che mi piaceva tanto quando da ragazzino vedevo "Quelli che il calcio" la domenica da mio padre, è il campione di una delle peggior virtù di questo paese: il buonismo. &lt;br /&gt;Il punto più basso l'ha toccato però Benigni, altro campione di buonismo con la ridicola frase “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l’uomo con la pistola è un uomo morto perché la biro dà l’eternità”. Benigni non sa far ridere, qualità assai importante per un comico. E'addirittura patetico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La cosa che più mi fa riflettere sulla vuotezza a cui siamo giunti è che non si prenda sul serio l'era terribile ed infamante che il nostro Paese e tutti noi stiamo vivendo, e su di essa vuoti presentatori e show-man facciano finta di far barricate. Più che barricate mi sembrano esercizi di stile e bassa oratoria.&lt;/span&gt; Possiamo dire che un uomo come Santoro sia un'oppositore al regime, quando invece è terribilmente funzionale al sistema, e da esso trae enorme profitto? &lt;br /&gt;Junger nel suo "Trattato del ribelle" diceva che una dittatura ha bisogno di una  minoranza contraria a essa per continuare a sostenersi. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La vera opposizione al sistema rifiuta il clichet di minoranza. Quando l'opposizione è di segno avverso, ma completamente speculare alla fazione che comanda, non è opposizione&lt;/span&gt; Berlusconi ha bisogno dei vari Benigni, Fazio, Santoro, ecc... Attraverso loro è possibile per il suo sistema alimentarsi ed ostruire le vere forme di vera ribellione al potere. Se l'alternativa a Berlusconi è un Berlusconi di segno contrario che magari non frequenta puttane e minorenni ed ha la sensibilità di non farsi fare leggi esplicitamente ad personam, possiamo dire di aver di fronte una vera alternativa?&lt;br /&gt;Non è forse qualcosa di ben più profondo e radicato nelle anime del nostro tempo, il vero nemico da combattere? Qualcosa che sta nel nostro intimo ed influenza i più quotidiani comportamenti? &lt;br /&gt;Ieri, durante la trasmissione, ho letto vari commenti su facebook inneggianti lo show di Fazio-Saviano-Benigni: la maggior parte di essi erano dei banali copia ed incolla. Siamo giunti all'estremo: la propria coscienza civica e sensibilità sociale si riduce a postare qualcosa su un grande muro virtuale. &lt;br /&gt;Forse la vera opposizione sta nello spegnere la televisione, lasciare vuota la bacheca di facebook, tentare di uscire dal Truman show che stiamo vivendo, capire che senso diamo al nostro vivere, cosa da esso ci aspettiamo veramente. (Ed iniziare ad incazzarci)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-3951400260859409531?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/3951400260859409531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/una-finta-opposizione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/3951400260859409531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/3951400260859409531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/11/una-finta-opposizione.html' title='Lo specchio della maggioranza'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-6174391965061257920</id><published>2010-10-31T13:29:00.000-07:00</published><updated>2010-10-31T13:47:32.091-07:00</updated><title type='text'>Ricordo d'un'estate</title><content type='html'>Luglio, riviera ligure: per ritrovare un po' di genuinità nel rapporto con il mare, siamo fuggiti dalle spiagge lottizzate su una canoa gialla, verso lo scoglio di Bergeggi. Giuntici in prossimità, decidiamo di circumnavigarlo, quando poco dopo mi imbatto nel cadavere di un gabbiano riverso sulle rocce. &lt;br /&gt;Il paesaggio naturale da cartolina che fino a quel momento era impresso nella mia mente s'è dileguato alla vista del corpo morto di quell'uccello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito ho pensato: "Che schifo! Ma bisognerebbe toglierlo da qui!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi dopo alcuni istanti ho riflettuto sulla mia esclamazione precedente, vedendo chiaramente come la mia mente avesse identificato il gabbiano morto con un rifiuto da eliminare. E proprio questa concezione moderna del rifiuto, ha inficiato il rapporto con la natura ed il paesaggio. &lt;br /&gt;Come possiamo pensare che qualcosa di morto sia un semplice rifiuto da far sparire per non deturpare la nostra sensibilità da cartolina postale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M'è venuto in mente il Piccolo Buddha di Bertolucci: il padre di Siddharta ha cercato per lungo tempo di nascondere a suo figlio cose come la malattia, la vecchiaia e la morte. E' la stessa cosa che è capitata a me con il gabbiano. &lt;br /&gt;Al nostro tempo è rimasto un solo unico tabù probabilmente, quello della morte, che tutti i giorni cerchiamo di eliminare costantemente dalla nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la morte è la più naturale ed essenziale delle cose, è da sciocchi trattarla e pensarla come qualosa da nascondere o buttar via.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-6174391965061257920?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/6174391965061257920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/10/ricordo-dunestate.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/6174391965061257920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/6174391965061257920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/10/ricordo-dunestate.html' title='Ricordo d&apos;un&apos;estate'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-3411723110298544529</id><published>2010-09-22T00:38:00.000-07:00</published><updated>2010-09-22T00:47:26.336-07:00</updated><title type='text'>Dove va il nostro tempo</title><content type='html'>In questi giorni riflettevo sul fatto che ogni epoca è sempre stata contraddistinta da una sua peculiare tensione che scaturendo da un incessante domandare la rendeva "quell'epoca" e non un'altra.&lt;br /&gt;Le domande sgorgavano dal rapporto che gli uomini intrattenevano nel proprio tempo con l'essere delle cose, poi maturando, sbocciando e decadendo, quelle domande superate cedevano il posto ad un nuovo domandare.Così si sono succedute le epoche dell'uomo.&lt;br /&gt;Oggi non mi è ancora chiaro se la domanda del nostro tempo, non è ancora sorta, o se il nostro tempo è contraddistinto dall'assenza della domanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-3411723110298544529?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/3411723110298544529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/09/dove-va-il-nostro-tempo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/3411723110298544529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/3411723110298544529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/09/dove-va-il-nostro-tempo.html' title='Dove va il nostro tempo'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-1233560274025269909</id><published>2010-06-25T14:48:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T14:53:15.709-07:00</updated><title type='text'>Aforisma importante, si invita alla meditazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il pessimismo moderno è un'espressione dell'inutilità del mondo moderno - non già del mondo e dell'esistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Friedrich Nietzsche, La volontà di Potenza, fr.34&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-1233560274025269909?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/1233560274025269909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/aforisma-importante-si-invita-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/1233560274025269909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/1233560274025269909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/aforisma-importante-si-invita-alla.html' title='Aforisma importante, si invita alla meditazione'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-2473249961194799947</id><published>2010-06-21T11:39:00.001-07:00</published><updated>2010-06-21T11:46:19.792-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arti figurative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pittura'/><title type='text'>Mario Surbone e la pittura del paesaggio</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pubblico il mio intervento di introduzione alla mostra "Monferrato contemporaneo" di Mario Surbone, Sala Consiliare di Cella Monte, &lt;br /&gt;aperta fino al 4 luglio 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TB-yEaUc37I/AAAAAAAAABQ/0BNtmx7dK5c/s1600/10.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 166px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TB-yEaUc37I/AAAAAAAAABQ/0BNtmx7dK5c/s400/10.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485298660014874546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mario Surbone &lt;br /&gt;"Dalle mie colline"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti, e benvenuti a questa bella mostra di Mario Surbone, grazie agli organizzatori per avermi chiesto di farne una piccola introduzione, sono molto contento e onorato.&lt;br /&gt;La mostra che vedete qui ricostruisce il percorso del pittore Mario Surbone, dagli esordi fino ai lavori più recenti.&lt;br /&gt;Io non sono un critico e quindi non parlerò da critico, ma da amico ed ammiratore di Mario. Ci siamo conosciuti alcuni anni fa, qui vicino, a Treville e da allora ho avuto il piacere di avere interessanti discussioni con lui sulla pittura, le arti figurative e la filosofia in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima però di introdurre questa mostra e le sensazioni e i pensieri che in me scaturiscono, voglio leggervi qualche nota autobiografica scritta da Mario stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Perché sono pittore? Mi è difficile spiegare con certezza perché lo sono diventato o il perché, nel tempo, sono successe alcune “cose” e non altre che mi hanno portato fino ad oggi con l’ossessivo pensiero della pittura.&lt;br /&gt;Tutto forse ha avuto inizio quando avevo sei anni e ho lasciato, per una breve vacanza a Torino da un cugino pittore-restauratore, il piccolissimo paese del Monferrato (Treville) dove sono nato nel 1932. Ho dipinto in quei giorni il mio primo quadretto ad olio che ancora conservo. Ricordo tutto di quel momento: grande emozione!&lt;br /&gt;Il secondo vivissimo ricordo è legato alle lezioni di disegno che nel 1944 ricevevo dal pittore Mazzoli di Casale, allievo di Giacomo Grosso e bravissimo ritrattista. L’atmosfera dello studio con l’odore dei colori ad olio e il maestro che dipingeva mentre io copiavo, secondo l’utile, penso, insegnamento accademico, i primi calchi in gesso di opere classiche, è forse, la ragione che mi ha sempre fatto amare la “pittura”.&lt;br /&gt;Poi tutto è avvenuto nella normalità: Liceo Artistico a Torino dal 1946 al 1950 e, in seguito, l’Accademia Albertina, con il maestro Casorati.&lt;br /&gt;Nel 1957, ho avuto l’occasione di passare un breve periodo a Parigi libero di dipingere e di assorbire il grande fascino della città.&lt;br /&gt;Negli anni ’60-’61 un secondo periodo parigino ha interrotto il mio isolamento torinese e mi ha dato l’opportunità, tornato in Italia,  di organizzare nel 1962 la mia prima personale nella allora prestigiosa galleria d’arte IL CANALE di Venezia.”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi Mario vive come altri illustri piemontesi del passato sdoppiato a metà tra collina e Torino, l’altro giorno, mi ha confessato di essere sempre nel posto sbagliato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo ora alla mostra! Questa mostra traccia il percorso che ha portato Mario a sviluppare un’indagine su ciò che più aveva alla mano: le colline con i loro colori e geometrie fatte di campi, di fiori, di alberi, di profili, di cielo, di rette e di curve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutti questi anni Mario non ha mai abbandonato il riferimento al paesaggio. &lt;br /&gt;E’ partito con i primi lavori accademici dal vivo, di cui qui vedete un esempio, in cui descriveva le colline da un punto di vista ancora naturalistico. Poi via via, ha talmente interiorizzato ciò che era abituato a vedere dalla sua terrazza di Treville, che gli elementi del paesaggio sono diventati attraverso geometria e colore, segni del cielo e della terra che si incontrano, si scontrano e si intrecciano. &lt;br /&gt;Mario ha reso il senso intimo e profondo di tutto ciò che per noi è quasi scontato ed evidente, o nella migliore delle ipotesi, pittoresco, cioè le colline che ci circondano, e questo è un suo grande merito, lasciatemelo dire, l’ha fatto in maniera semplice e diretta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Mario non c’è nulla di intellettualistico, che contraddistingue ahimè, a mio parere, tanta arte contemporanea che è o asettica e programmata, o ricerca solo l’impatto scenico.&lt;br /&gt;Mario sostiene una cosa bellissima, che la geometria, che lui ricerca, esiste in natura, ma per apparire viva come essenzialmente è nella realtà deve essere dinamica e protesa nella rappresentazione.&lt;br /&gt;Le opere di Mario hanno colori bellissimi, colori ce sono impossibili da raggiungere in maniera sintetica o artificiale con Photoshop, perché Mario pazientemente sovrappone strato su strato, vari colori per raggiungere quello che non è neanche più un colore ma luce che irradia lo spazio. Non c’è nulla di casuale. Di fatti avvicinandovi potete vedere come anche il colore è vivo e animato, sensibile al tatto.&lt;br /&gt;Credo che le figurazioni che compone, in realtà gli si compongano interiormente, un po’ come succedeva per la pittura tradizionale cinese. Mario in questo senso ha qualcosa del contemplatore, del filosofo. Attraverso le sue forme, va alla conquista dello spazio. In lui c’è una grande sensibilità al senso del pieno e del vuoto, la cui dinamica è il motore fondamentale del comporsi dello spazio. Il vuoto lo vedete bene come si inserisce attorno ai pannelli e nel moto interno che hanno, si vede una tensione che porta il quadrato al cerchio e  sfuggire verso il vuoto, l’infinito come direbbe Leopardi, che è qualcosa che si intravede sempre dietro qualcos’altro come orizzonte.&lt;br /&gt;Il quadrato, ovvero la terra, s’incontra con l’ellisse che è il cielo proprio in un punto mediano dove è possibile scorgere l’insinuarsi di un profilo collinare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Mario vorrei ringraziarti.&lt;br /&gt;Mario: grazie di fare quello che fai, grazie per i tuoi occhi che trasfigurano le cose, e le rendono semplici, profonde e limpide, per questa tua capacità appunto sempre più preziosa in quest’epoca dove tutto ci appare grigio e banale, di farci vivere in un mondo colorato e sinuoso in cui è bello e piacevole immergersi e stare a guardare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Mario per dare un tocco di colore e poesia a quello che ci sembra più scontato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-2473249961194799947?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/2473249961194799947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/mario-surbone-e-la-pittura-del_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2473249961194799947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2473249961194799947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/mario-surbone-e-la-pittura-del_21.html' title='Mario Surbone e la pittura del paesaggio'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TB-yEaUc37I/AAAAAAAAABQ/0BNtmx7dK5c/s72-c/10.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-4334270090863777879</id><published>2010-06-07T10:43:00.000-07:00</published><updated>2010-06-07T11:03:25.197-07:00</updated><title type='text'>A Guido</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TA0zpX78keI/AAAAAAAAABA/-4YvGbLP_PM/s1600/gui+fa+erba001.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TA0zpX78keI/AAAAAAAAABA/-4YvGbLP_PM/s400/gui+fa+erba001.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480093107472863714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri, 6 giugno 2010, Realdo ha cessato di esistere. L'ultimo guardiano del paese, Guido Lanteri, ha smesso di curare il suo paesino per sempre. Forse non sopportava l'idea di vedere con i suoi occhi la fine inevitabile di quel mondo che stava scomparendo. Quel mondo s'è spento insieme a te Guido, eroe senza tempo, lassù sul Saccarello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-4334270090863777879?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/4334270090863777879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/guido.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4334270090863777879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4334270090863777879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/06/guido.html' title='A Guido'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GvyVx4bejbE/TA0zpX78keI/AAAAAAAAABA/-4YvGbLP_PM/s72-c/gui+fa+erba001.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-4654957107425633190</id><published>2010-05-25T23:28:00.000-07:00</published><updated>2010-05-25T23:41:38.813-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Nuovi idoli</title><content type='html'>Nel mondo antico - e ancora oggi presso alcune civiltà- non si adorava un dio solo, ma se ne veneravano molti. Forse perché uno non bastava per rendere ragione della complessità dell'esistente, forse perché il concetto di verità era qualcosa che andava al di là degli stessi dei. Che straordinaria epoca di apertura e scambio di pensiero il mondo tardo-antico!&lt;br /&gt;In seguito con il giudaismo, s'è iniziato a dare un nome proprio alla verità: Yahweh, poi Cristo, poi Allah. Era abbastanza evidente il fatto che la verità non potesse avere due nomi propri: scontri, guerre di religione, persecuzioni, ghetti, stermini.&lt;br /&gt;Ora la cultura moderna si illude di aver chiuso con questo capitolo avendo abolito la divinità, ma non si accorge di aver solo partorito nuovi idoli: scienza, denaro, tecnica, ideologia di massa. E' la storia del Novecento, la storia del secolo nichilista che cerca disperatamente un nuovo dio per sfuggire al non-senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-4654957107425633190?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/4654957107425633190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/nuovi-idoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4654957107425633190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/4654957107425633190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/nuovi-idoli.html' title='Nuovi idoli'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-2914207582574803470</id><published>2010-05-09T05:25:00.000-07:00</published><updated>2010-05-09T05:40:39.054-07:00</updated><title type='text'>"Lu tempu di lu pisci spata" di Vittorio de Seta, 1954</title><content type='html'>E' stato il primo documentario che io abbia mai visto, forse non il primo in assoluto, ma il primo ad avermi ammaliato.&lt;br /&gt;Possiede una forza capace di tenere testa al tempo.&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=mZbT2Y4zlGA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-2914207582574803470?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/2914207582574803470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/lu-tempu-di-lu-pisci-spata-di-vittorio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2914207582574803470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/2914207582574803470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/lu-tempu-di-lu-pisci-spata-di-vittorio.html' title='&quot;Lu tempu di lu pisci spata&quot; di Vittorio de Seta, 1954'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-88039731691640017</id><published>2010-05-08T02:04:00.000-07:00</published><updated>2010-05-08T02:16:29.033-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema e verità'/><title type='text'>Minnesota Declaration di Werner Herzog</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riporto di seguito il testo completo di una "dichiarazione di stile" pronunciata da Werner Herzog il 30 aprile del 1999, riguardo al rapporto tra verità e documentario. In un mondo che non cerca più la verità, queste parole sembrano folli. Invece non c'è nulla di più consono ai tempi che stiamo vivendo. Si parla di un atteggiamento verso il mistero dell'esistenza applicato al cinema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LESSONS OF DARKNESS&lt;br /&gt;Truth and fact in documentary cinema&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. By dint of declaration the so-called Cinema Verité is devoid of verité. It reaches a merely superficial truth, the truth of accountants. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. One well-known representative of Cinema Verité declared publicly that truth can be easily found by taking a camera and trying to be honest. He resembles the night watchman at the Supreme Court who resents the amount of written law and legal procedures. “For me,” he says, “there should be only one single law; the bad guys should go to jail.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unfortunately, he is part right, for most of the many, much of the time. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Cinema Verité confounds fact and truth, and thus plows only stones. And yet, facts sometimes have a strange and bizarre power that makes their inherent truth seem unbelievable. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Fact creates norms, and truth illumination. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. There are deeper strata of truth in cinema, and there is such a thing as poetic, ecstatic truth. It is mysterious and elusive, and can be reached only through fabrication and imagination and stylization. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Filmmakers of Cinema Verité resemble tourists who take pictures of ancient ruins of facts. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Tourism is sin, and travel on foot virtue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Each year at springtime scores of people on snowmobiles crash through the melting ice on the lakes of Minnesota and drown. Pressure is mounting on the new governor to pass a protective law. He, the former wrestler and bodyguard, has the only sage answer to this: “You can’t legislate stupidity.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. The gauntlet is herby thrown down. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. The moon is dull. Mother Nature doesn’t call, doesn’t speak to you, although a glacier eventually farts. And don’t you listen to the Song of Life. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. We ought to be grateful that the Universe out there knows no smile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Life in the oceans must be sheer hell. A vast, merciless hell of permanent and immediate danger. So much of hell that during evolution some species—including man—crawled, fled onto some small continents of solid land, where the Lessons of Darkness continue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Werner Herzog &lt;br /&gt;Walker Art Center, Minneapolis, Minnesota, April 30, 1999&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-88039731691640017?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/88039731691640017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/minnesota-declaration-di-werner-herzog.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/88039731691640017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/88039731691640017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/minnesota-declaration-di-werner-herzog.html' title='Minnesota Declaration di Werner Herzog'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7528574069530190487.post-8911507898009188147</id><published>2010-05-08T02:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-08T02:02:16.716-07:00</updated><title type='text'>Immagini per il futuro</title><content type='html'>Sono regista per vocazione e filosofo per natura: passeggio per il mondo e mi soffermo sulle cose per meditarci.&lt;br /&gt;Le immagini sono la via più congeniale per esprimermi. Credo che ne abbiamo bisogno di nuove e potenti: quelle a cui siamo abituati sono inadatte a descrivere il nostro tempo.&lt;br /&gt;Esistono ancora luoghi rimasti intonsi dal vortice del presente che devono essere portati alla luce e scoperti. Rappresentano il segno d'un divenire possibile l'inizio di un crocevia di sentieri che portano ad un futuro che erroneamente giudichiamo impossibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7528574069530190487-8911507898009188147?l=alessandropugno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alessandropugno.blogspot.com/feeds/8911507898009188147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/immagini-per-il-futuro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/8911507898009188147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7528574069530190487/posts/default/8911507898009188147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alessandropugno.blogspot.com/2010/05/immagini-per-il-futuro.html' title='Immagini per il futuro'/><author><name>Alessandro Pugno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00631740482180856910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
